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Ernia del disco lombare e sport

Trattamento rieducativo in sportivi operati di ernia al disco.

La lombalgia con la disabilità ad essa correlata, è una patologia in costante aumento.
Il “mal di schiena” viene definito da alcuni studiosi il male del secolo, dove la vita sociale ed il benessere ne hanno favorito l’aumento.
La struttura della colonna è tale da consentire sempre un’ampia possibilità di movimento contemporaneamente all’assolvimento della funzione di sostegno.
Esistono però movimenti, posizioni o condizioni (sollevamento di un peso, sforzo improvviso, etc.),che possono risultare dannosi se non eseguiti correttamente ovvero in modo da distribuire adeguatamente le sollecitazioni sviluppate sull’unità funzionale ( disco
intervertebrale e la limitante somatica).
Le statistiche affermano che la vita sedentaria, le posizioni di lavoro moderne, lo stress, il sovrappeso sono tutti fattori di rischio; non è da tralasciare la ricerca di risultati
esasperati nello sport per mezzo di allenamenti logoranti e traumatizzanti.
Molteplici risultano le cause di lombalgia nel corso dell’attività sportiva a livello agonistico.
Sport asimmetrici quali il calcio, la pallavolo, la palla a mano, il tennis ed il golf e simmetrici
ma traumatizzanti come lo sci, l’equitazione, il sollevamento pesi, favoriscono l’instaurarsi di sofferenza a livello lombare che può risultare altamente invalidante.
Un brusco movimento in flessione, in estensione o in rotazione, un’ iperlordosi associata
alla rotazione del tronco, abnormi sollecitazioni secondarie a sovraccarico funzionale, la ripetitività delle sollecitazioni come pure traumi diretti, possono condizionare in modo sfavorevole la meccanica lombare fino a determinare una riduzione di ampiezza dello
spazio discale intervertebrale con possibile erniazione.
L’ernia discale lombare rappresenta la fuoriuscita (erniazione) del nucleo polposo
attraverso una lacerazione dell’anello fibroso. In base al grado ed alle modalità di migrazione
del nucleo polposo le ernie discali lombari (prevalentemente posteriori) si possono
distinguere in: contenute (non superano il leg. long. post.) ed espulse (in parte o del tutto
uscite nello speco vertebrale).
La clinica è costituita da una serie di sintomi e segni neurologici che variano a seconda
della sede, del tipo e del grado di ernia.
Il trattamento conservativo, è il presidio iniziale di scelta a meno che specifiche indagini diagnostiche (TAC,RMN), l’anamnesi ed un buon esame obiettivo non richiamino la
necessità dell’intervento chirurgico urgente.
In questo caso, attualmente, si propende per un’ approccio di tipo microchirurgico in cui
sono ben evidenti i vantaggi di una minimizzazione del trauma operatorio con
c onseguente riduzione dei tempi di degenza e di recupero.

L’iter riabilitativo consigliabile deve iniziare abbastanza precocemente(15 giorni dopo l’intervento);è suddivisibile in diverse fasi di pari passo con l’evoluzione fisiologica dei
processi rigenerativi tissutali ed adattamento alla nuova condizione. Il recupero
soggettivo risulta essere spesso variabile pur dovendo seguire queste tappa obbligate.
LINEE GUIDA NELLA RIABILITAZIONE
DOPO INTERVENTO DI ERNIA DISCALE LOMBARE NELL’ ATLETA
PRIMA FASE: obiettivi

– ridurre il dolore
– diminuire l’edema locale
– mantenere la mobilità tra i vari piani di scorrimento dei tessuti
SECONDA FASE: obiettivi

– rinforzare gradualmente i muscoli indeboliti dall’inattività
– aumentare la mobilità e la flessibilità del rachide
TERZA FASE: obiettivi

– continuare il rinforzo muscolare incrementando i pesi
– iniziare il lavoro di propriocezione e controllo dell’ equilibrio
QUARTA FASE: obiettivi

– completare lavoro di rinforzo muscolare
– riportare il soggetto a svolgere lo sport praticato

Prima fase 2-4 settimana.
E’ indispensabile che la colonna venga stimolata solo in flesso – estensione

A tappeto da supino:
– esercizi di respirazione: normale e paradossa
– retroversioni , antiversioni e basculamento pelvico
– automobilizzazioni con l’impiego di pallone Bobath
– esercizi di rinforzo di glutei ed addominali (molto gradualmente )
– massoterapia: per migliorare la qualità dei tessuti muscolo-fasciali e ripristinare la
circolazione ematica e linfatica
– idroterapia: utilizzare l’acqua a scopo terapeutico offre notevoli vantaggi date le proprietà fisiche che la caratterizzano, consentendo, oltre allo scarico antigravitario, un più precoce lavoro di stabilizzazione.
Seconda fase 4-6 settimana

Si introducono esercizi di mobilizzazione su tutti i piani
A tappeto da supino:

– si proseguono gli esercizi appresi durante il primo periodo di trattamento integrandoli con sequenze nuove
– inclinazioni laterali ed esercizi torsionali
– esercizi di stabilizzazione del rachide: utili per migliorare la percezione sia a livello
rachideo che globale
– stretching globale ( progressivamente anche analitico): l’ RPG in questo caso si
propone un riequilibrio ed allungamento delle catene miotensive anteriori e posteriori
(posture proposte: rana a terra, rana in aria)
– massoterapia
– idroterapia

A tappeto da prono:
– esercizi di respirazione
– posture in estensione ( la colonna deve riprendere precocemente la capacità di
estendersi )

In quadrupedia

– discese sui talloni ricercando un allungamento muscolare ed articolare.
– retroversioni ed antiversioni
– esercizi per il rinforzo e l’ elasticità della muscolatura della catena posteriore..

Esercizi alla spalliera:

– esercizi di allungamento del rachide
– retroversioni ed antiversioni
– basculamento del bacino
– inclinazioni laterali e torsioni
– esercizi combinati con l’impiego degli arti superiori ed inferiori.

Cyclette
Terza fase 6-8 settimana

– prosegue il lavoro della seconda fase, aumentando i carichi di lavoro ed il numero di
ripetizioni.
– esercizi di rinforzo dei muscoli estensori della colonna , da effettuare con cautela ed in graduale
progressione : prono, in piedi, da seduto, a difficoltà crescenti.
– esercizi di rinforzo muscolare degli arti superiori ed inferiori .
– esercitazioni propriocettive: introduzione del lavoro con piani instabili e destabilizzazioni
del terapista.
– sospendere massoterapia ed idroterapia.
– posture globali ( da seduti ) e stretching analitico.

Corsa leggera
Quarta fase* 8-12 settimana

Continua il lavoro specifico per la colonna.
– posture globali in stazione eretta ( ballerina )
– aumento dei carichi ,con esercizi di rinforzo a carichi sub massimali e massimali.
(attenzione alla postura).
– esercizi dinamici agli arti inf.: balzi, saltelli, corsa e andature preatletiche
– esercizi dinamici agli arti sup.: lanci
– esercizi propriocettivi dinamici.
– esercizi specifici per rievocare il gesto atletico.

* in questa fase il soggetto verrà progressivamente reinserito nel normale programma di allenamento.
Qualunque sia lo sport praticato dall’atleta è bene individuare le cause che hanno provocato l’ernia discale lombare. Sarà pertanto necessario analizzare se il gesto atletico viene
eseguito in modo errato, i carichi di lavoro risultano essere troppo pesanti o vengono
effettuati esercizi di potenziamento in modo scorretto.
Da non trascurare sono poi alcune condizioni, che possono diventare fattori di rischio
come l’uso di calzature non idonee ed allenamenti su superfici inadeguate.
L’obiettivo finale sarà quello di tornare all’attività sportiva il più rapidamente possibile, recuperando in toto la funzionalità del rachide, riducendo ogni eventualità di ricaduta.

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